Eventi di Networking – Cose da non Fare


Quando la vostra professione richiede di presenziare a conferenze e meeting di settore è fondamentale sapersi destreggiare in questo tipo di eventi e rispettare l’etichetta o il galateo di comportamento. Esiste un insieme di regole non scritte per sviluppare un networking con stile e relazionarsi in modo professionale per costruire una rete di contatti basata su scambio di competenze, stima e condivisione.
In generale osservazione e ascolto sono due buone regole per stabilire un legame costruttivo con chi si ha di fronte, ma per evitare gaffe in pubblico possiamo concentrare gli atteggiamenti da evitare a un evento di networking in cinque semplici regole.

Dimostrarsi impreparati
Ecco i tre punti cardine per una gestione efficiente della giornata: avere un’idea di chi sarà presente, un’idea di quali saranno le tematiche affrontate durante la conferenza e di che cosa vi aspettate di ottenere dalla vostra presenza all’evento. Avere un obiettivo preciso, una persona da incontrare o un dibattito a cui partecipare aiutano infatti a focalizzare l’attenzione e a evitare il senso di smarrimento.

Fare tappezzeria
Se puntate a crearvi dei contatti, cellulare sempre alla mano e frequenti pause fuori dalla porta sono due atteggiamenti da evitare. Conoscere i propri limiti è un segno di maturità, se sapete che il primo approccio non è il vostro lato migliore può esservi utile avere una spalla al vostro fianco: invitate un amico o un collega ad accompagnarvi all’evento. Giocare d’anticipo e svolgere una piccola ricerca su chi sarà presente e su quali potrebbero essere gli argomenti in comune potrebbe rivelarsi una strategia vincente per rompere il ghiaccio e intavolare una conversazione.

Essere presentuosi
L’esatto opposto della tappezzeria (cioè un atteggiamento troppo sicuro alla “so tutto io”) rischia di generare danni persino maggiori. Ricordatevi che networking significa costruire un legame dove tutte le parti traggono beneficio dalla reciproca conoscenza: non ci siete solo voi, anzi cercare di analizzare e intuire in che modo potreste essere d’aiuto alle persone presenti è un atteggiamento costruttivo che alla fine premia.

Biglietto da visita introvabile
Se incontrate qualcuno con cui volete rimanere in contatto, non fate una bella figura se vi mettete ad annotare i vostri dati personali su un pezzettino di carta. Anzi il risultato ottenuto sarebbe proprio all’opposto di quello sperato: probabilmente non vi richiamerà più. E sapete perché? Colpa della calligrafia indecifrabile, dei bigliettini volanti, dei vuoti di memoria, ecc. Può sembrare poco 2.0, ma un bel mazzetto di biglietti da visita è ancora il metodo più veloce per raccogliere contatti e farsi conoscere in questi eventi. Le informazioni che devono assolutamente esserci sono: nome, cognome, indirizzo e-mail, numero di telefono e sito aziendale in primo piano, integrabili con un “potete trovarmi anche su LinkedIn, Facebook, Twitter, Viadeo, ecc”, insieme con il vostro nickname.
Se avete una memoria limitata per nomi e immagini, prendervi qualche nota sul biglietto da visita potrebbe aiutarvi nel riconoscere la persona.

Finire nell’oblio
Nella speranza che tutto sia andato nel verso giusto, tornerete a casa con un bel mucchietto di biglietti da visita altrui e con pochi dei vostri ancora in tasca, ma lo sviluppo di un contatto non si ferma qui. È necessario anche impegnarsi a seguire gli sviluppi: se non ci sono accordi precisi su tempi e modi di risentirsi potrebbe essere utile aggiungere la persona alle vostre connessioni LinkedIn oppure inviare un’e-mail facendo riferimento al vostro incontro e a eventuali opportunità da cui entrambi potreste trarre beneficio.

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